20 febbraio 2013

SPECIALE ELEZIONI 2013: “BERLUSCONI, IL SOGNO & IL GRANDE INCUBO…”


INTERVISTA ALL’ON. LARA COMI
Un altro governo Berlusconi è possibile? è credibile? è auspicabile?
Cosa verrà fuori dal “caos” politico pre-elettorale?
Ne parliamo con Lara Comi, europarlamentare del Pdl e volto emergente della politica italiana:


(LA CRISI ECONOMIA E LE RICETTE DELLA POLITICA)

On. Comi, il Paese vive momenti difficili, per alcuni versi drammatici, senza che s’intraveda alcuna luce in fondo al tunnel.
Di chi è la responsabilità di questa crisi, prima puramente finanziaria, oggi economico-sociale?
“Questa crisi, la più grave dal ’29, ha avuto origine negli Usa. Da crisi finanziaria, poi, è divenuta crisi economica, investendo tutta l’Europa, in particolare chi era più vulnerabile a causa di un alto debito pubblico, tra questi l’Italia. Dunque è diventata guerra dei debiti sovrani, aprendo il fianco alla speculazione. Il macigno del debito pubblico italiano risale però agli anni 80, quando il rapporto debito/pil è raddoppiato. Le responsabilità, allora, sono di chi ci ha lasciato quasi 2 mila miliardi di debito, più di 30 mila euro a testa”.

Il premier Monti si è presentato per la prima volta in Parlamento, il 21 novembre 2011, inneggiando al rigore, allo sviluppo ed all’equità. Passato oltre un anno, i risultati economici del suo governo sono “impietosi” (Pil e produzione industriale in caduta libera, record di pressione fiscale e indebitamento pubblico, 100 mila imprese fallite, 500 mila nuovi disoccupati ed un numero ancora imprecisato di esodati…).
Tutta colpa del Professore o responsabilità di chi lo ha preceduto?
“Monti aveva detto che non si sarebbe impegnato in politica, poi ha cambiato idea: legittimo, per carità, ma l’inversione di rotta ha sorpreso. Oggi promette di abbassare le tasse ma in un anno le ha alzate di circa tre punti. Le indicazioni della Bce e del Fmi suggerivano un’azione in senso opposto. Risultato? Tutti gli indicatori economici sono in picchiata. È pur vero che si è trovato ad operare in un contesto molto difficile, con la pressione della speculazione finanziaria, ma obiettivamente ha messo troppe imposte a cominciare da quella sulla prima casa che ha avuto effetti recessivi in molti settori, penso all’edilizia. Alcuni ministri del suo governo, poi, non si sono dimostrati all’altezza: la legge Fornero è una riforma deludente e ha pesato il veto della Cgil; quella delle pensioni è stata molto importante ma ha determinato il grave problema degli esodati, oltre 300 mila. Non mi pare che in materia di liberalizzazioni e di privatizzazioni si siano prodotti grandi risultati. Lo spread è calato, ma è stata determinante l’azione di Draghi”.

Fino a poche settimane fa Mario Monti si presentava al Paese come un “deus ex machina”, destinato a venire accolto con tutti gli onori al Quirinale o ad esser implorato di ritornare a Palazzo Chigi. Tutti i sondaggi, invece, rivelano che oggi gli elettori preferirebbero al bocconiano più amato dai mercati persino un barzellettiere amatoriale (Berlusconi) o un comico professionista (Grillo)!
Il Professore rischia d’aver fatto male i conti con la sua “salita in campo”?
“I sondaggi dicono che la ‘salita in campo’ di Monti ha riscosso scarso successo. Lo stesso ‘Financial Times’ ha scritto che una delle previsioni più sicure che si possono fare sulle elezioni italiane è che la coalizione di Monti arriverà ultima tra i quattro principali contendenti”.

La ricetta economica del centrodestra storicamente si può riassumere in “meno Stato, più iniziativa privata”, ovvero riduzione della pressione fiscale, sburocratizzazione e liberalizzazioni.
Come spiegare ai vostri elettori che pressione fiscale e debito pubblico sono aumentati durante i governi Berlusconi, le uniche timide liberalizzazioni di questi anni sono state quelle di Bersani mentre l’unica grande riforma della pubblica amministrazione porta il nome di Bassanini?
“Negli ultimi 15 anni sinistra e centrodestra hanno governato circa 7 anni a testa. Berlusconi ha dovuto governare in periodi di recessione, nel  2011 dopo l’attacco alle Torri Gemelle e dal 2008 con la crisi innescata dai mutui subprime. Eppure ancora nel 2011 il Pil era positivo, + 0,4%, e le promesse fatte sono state mantenute. A cominciare dal milione di posti di lavoro creati dal 2001 al 2006, come confermano i dati Istat. Berlusconi ha iniziato l’ultimo mandato nel 2008 con la pressione fiscale al 42,6% e lo ha forzosamente terminato nel 2011 con la pressione fiscale al 42,5%: in 3 anni e mezzo sostanzialmente invariata. Mentre è stato il governo Monti a farla aumentare di oltre 3 punti. I dati dell’Istat dicono che è al 45,7%”.

La campagna elettorale del Cavaliere è monopolizzata dalla questione fiscale. Non crede sia controproducente, però, trascurare l’emergente questione sociale? E non ritiene imperdonabile come alcuni grandi temi (quali la scuola, l’università, la ricerca, il turismo, l’agricoltura, la green economy) siano del tutto assenti dal dibattito pubblico?
“Non credo che sia snobbata la questione sociale, tutt’altro. Sul lavoro il Pdl ha un programma ben preciso a cominciare dalla cancellazione della riforma Fornero, che ha contribuito a determinare mezzo milione di disoccupati nel 2012, e il ritorno alla legge Biagi. C’è la proposta poi di abolizione dell’Irap, gabella voluta dalla sinistra, l’incentivo ad assumere giovani a tempo indeterminato attraverso la detassazione dei contributi per i primi 5 anni. Sugli altri temi il Pdl ha idee precise, faccio l’esempio del turismo, con la proposta di ricondurlo tra le competenze concorrenti di Stato e Regioni, e dell’abbassamento dell’Iva. Purtroppo la campagna elettorale tende a privilegiare le questioni maggiori”.

(LA CASTA ED I TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA)

Ogni democrazia ha un costo, tanto fisiologico quanto insopprimibile. In Italia, però, questo ha raggiunto livelli “patologici”: la politica è divenuta il principale terreno fertile per sprechi e privilegi.
Cosa proponete per tagliare i costi della politica e la spesa pubblica improduttiva e parassitaria?
“Nel programma del Pdl c’è l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Inoltre ogni candidato ha firmato un patto con cui si impegna a non restare in carica per più di due legislature e a votare per il dimezzamento degli emolumenti e del numero di parlamentari.  Sulla spesa pubblica, che è di 800 miliardi, proponiamo una riduzione del 10% in 5 anni, 16 miliardi all’anno”.

Per ridurre la pressione fiscale e realizzare un minimo di politiche industriali, tutti riconoscono l’improrogabilità di tagliare la spesa pubblica, pochi indicano dove e come attuare dei tagli. Le propongo qualche pillola di “spending review”:
- dimezzamento degli eletti ed accorpamento dei comuni minori;
- abolizione di province e prefetture;
- cancellazione di ogni finanziamento pubblico ai partiti ed ai gruppi politici;
- riduzione del peso delle società pubbliche e soppressione degli enti inutili (o “non indispensabili”);
- taglio alle spese militari (si vedano gli F-35 o le missioni di pace all’estero);
- razionalizzazione delle forze di pubblica sicurezza (l’Italia dispone di ben cinque distinti corpi di polizia);
- cancellazione di ogni forma di finanziamento in favore delle scuole ed università private (fatto salve le scuole materne);
- cancellazione dei privilegi fiscali concessi alla Chiesa (si veda l’ingannevole meccanismo di ripartizione dell’8X1000).
Quale di queste pillole il centrodestra sarebbe disposto a far ingerire ai suoi elettori?
“Come ho già specificato, alcuni punti sono nel programma del Pdl. Aggiungo l’abolizione delle province. Sul finanziamento alle scuole private c’è tanta demagogia: in realtà lo Stato italiano, in questo modo, risparmia circa 6 miliardi l’anno. Io sono per la libertà educativa”.

(GIUSTIZIA E QUESTIONE MORALE)

Nel ‘93 eravamo convinti di aver toccato il fondo del malcostume politico. Tutti gli scandali emersi in questi mesi, invece, dimostrano che ci siamo sbagliati: i casi Penati, Lusi, Belsito e Fiorito sono solo la punta di un iceberg dalle proporzioni ancora incalcolabili. Nel ‘95 l’Italia era 33sima nella classifica di Transparency International per grado di corruzione percepita: oggi siamo scesi al 72simo posto!
Non pensa che il centrodestra in questi anni abbia sottovalutato la “questione morale”, forse perché distratto o condizionato dagli scandali giudiziari di Silvio Berlusconi?
“La questione morale c’è e riguarda tutti i partiti, basti vedere  lo scandalo Mps che ha investito il Pd. Detto questo, c’è anche una questione giustizia che non funziona, basterebbe dire che ci sono 9 milioni di processi pendenti. L’Italia ha il più alto numero di condanne della Corte europea dei Diritti dell'uomo per l’irragionevole durata dei processi.  Ma le criticità sono tante, a cominciare dall’abuso della carcerazione preventiva”.

Il suo Partito, con l’operazione “liste pulite”, ha fatto fuori d’un colpo Cosentino. Spulciando le liste del Pdl, però, si scopre che permangono altre candidature discutibili (si veda Cesaro in Campania e Dalì in Sicilia). Secondo l’istituto Piepoli, il Pdl risulterebbe il partito con il più alto tasso (il 5%) di candidati “non immacolati” (indagati, con procedimenti penali pendenti o con condanne alle spalle).
Non crede che mere ragioni di “opportunità politica” sconsiglierebbero certe candidature? Facendo appello sempre al “garantismo”, poi, non si fa confusione tra il giudizio penale (che spetta solo alla magistratura) e quello politico (spettante ai partiti)?
Sull’incandidabilità c’è una legge ben precisa approvata dal Parlamento. Il Pdl ha istituito una commissione ad hoc che ha deciso caso per caso, ma senza sostituirsi al giudizio dei magistrati. Un avviso di garanzia non è una condanna. Noi siamo garantisti anche perché lo dicono i numeri: il 40% dei detenuti è ancora in attesa di giudizio e il 50% viene poi riconosciuto innocente”.

(MERITOCRAZIA E ROTTAMAZIONE)

In un’intervista concessami nel 2011, Sara Giudice dichiarava che “la candidatura della Minetti sarebbe stato un esempio estremamente negativo per i giovani, una dimostrazione di facile arrivismo, di ricorso a scorciatoie e compromessi per puntare alla scalata sociale”.
Gli sviluppi successivi sono noti: il Cavaliere ha difeso a spada tratta la Minetti, mentre il Pdl ha scaricato la giovane consigliera municipale fattasi interprete di un diffuso malessere della base. Un errore imperdonabile?
“La candidatura della Minetti è stata un errore, ma non facciamo di lei la causa di tutti i mali”.

Molti additano l’attuale legge elettorale, il “Porcellum”, di aver contribuito allo scadimento del livello della classe politica italiana, instaurando un sistema di “cooptazione” dei candidati.
è mai possibile che nessuno voglia oggi assumersi la paternità di una legge così illiberale? Per rimediare parzialmente al danno, non sarebbe un utile espediente anche per il Pdl il ricorso alle primarie?
“Io sono per le preferenze, perché è l’unico modo per avvicinarci al cittadino. Sono stata eletta al Parlamento europeo con 63 mila preferenze. È un peccato non avere trovato l’accordo tra i partiti per cambiare il ‘Porcellum’ ma non mi sembra che la sinistra si sia stracciata le vesti per riformarla… Sulle primarie ero favorevole, ma nel momento in cui Berlusconi è ritornato in pista sono diventate inutili. Non siamo il Pd che doveva chiarirsi sulla leadership. Nel Pdl la leadership è chiarissima”.

Non la mette in imbarazzo far campagna elettorale anche per la rielezione di Razzi e Scilipoti, due tra i personaggi politici più discussi degli ultimi anni (famosi per il “salto della quaglia” dall’Idv al Pdl)?
“Mi mettono più in imbarazzo le candidature di certe ‘parentele’. E ce ne sono…”.

Miracolosamente recitano ancora un ruolo da protagonista sul palcoscenico politico italiano personaggi “evergreen” quali Berlusconi, Tremonti, Fini, Casini, Bersani, Bindi…
Come convincerebbe un paziente in coma dal ’94 e risvegliatosi solo oggi che sono trascorsi diciannove anni?
“Mi pare che Fini e Casini stiano da trent’anni in Parlamento, dunque in questa classifica svettano. Vedo poi che la sinistra cerca di rispolverare Prodi. A proposito di nuovo che avanza…”.

(IL BIPOLARISMO ALL’ITALIANA)

Il più grande merito di Berlusconi è stato aver introdotto anche in Italia il bipolarismo e la democrazia dell’alternanza. Il più grande merito di Monti, invece, rischia di essere quello di distruggere queste conquiste, disgregando i due poli e ponendosi come forza d’attrazione per la costruzione di un grande Centro.
Il bipolarismo italiano ha già “fatto le ossa” o ha le ore contate?
“Se vogliamo mantenere il bipolarismo occorre votare le due colazioni che si contendono la vittoria e lasciare perdere gli altri partiti, come sostiene il nostro presidente Berlusconi”.

(BERLUSCONI E IL FUTURO DEL CENTRODESTRA)

In campagna elettorale Berlusconi è sembrato muoversi a ritmo di valzer, alternando passi “avanti” (l’annuncio della sua sesta ridiscesa in campo), poi “indietro” (la disponibilità a cedere il passo a Monti), poi ancora “laterali” (l’indicazione di Alfano alla successione): prima l’avallo delle primarie (con tanto di candidature e raccolta firme), poi la loro cancellazione…
Crede che il Cavaliere sia ancora una risorsa o sia divenuto una “zavorra” per il centrodestra?
“In pochi mesi, grazie a Berlusconi, il Pdl ha effettuato una straordinaria rimonta, ed oggi alcuni sondaggisti danno le due coalizioni maggiori sostanzialmente appaiate. Che altro dire?”.

Silvio Berlusconi è stato il Presidente del Consiglio più longevo della nostra storia repubblicana. In nove anni di governo, però, il centrodestra non è stato capace: di realizzare alcun “miracolo economico” (negli ultimi 10 anni, il Pil italiano nel mondo è cresciuto di più solo di Haiti!), di liberalizzare l’economia, di alleggerire il “carrozzone” della pubblica amministrazione, di ridurre la pressione fiscale, di sanare il gap infrastrutturale del nostro Paese, di ammodernare la Costituzione…
Perché mai, allora, un elettore deluso di centrodestra dovrebbe riporre la propria fiducia nel Cavaliere?
“Perché solo il centrodestra ha un programma concreto che si basa su meno spesa pubblica, meno tasse e riduzione del debito pubblico attraverso le privatizzazioni. La sinistra è senza idee e contraddittoria e va avanti a passi di gambero, come sulla patrimoniale e sull’Imu, mentre il governo dei tecnici si è visto cosa ha prodotto…”.

Nel caso in cui il 26 febbraio il centrodestra si ritrovi “vincitore azzoppato” delle elezioni, ossia privo di una maggioranza assoluta dei seggi al Senato, quali prospettive si aprono? Con quali partiti avversari, ed a quali condizioni, un’alleanza sarebbe possibile? In presenza di un Parlamento “balcanizzato”, poi, un governo di larghe intese con lo scopo di cambiare legge elettorale e tornare al più presto alle urne sarebbe auspicabile?
“Noi contiamo di vincere e a quel punto potremo fare quello che ci prefiggiamo. Monti e Bersani pensano all’inciucio senza fare i conti con l’oste, ovvero Vendola, che considera l’agenda Monti come fumo negli occhi e un’alleanza col premier un suicidio. Ciò significa che se dovesse vincere la sinistra ci sarà un’Italia ingovernabile. Nessun governo di larghe intese. Berlusconi ha solo detto che ci potrà essere un accordo per riformare la Costituzione, cosa che è assolutamente necessaria, visto, tanto per fare un esempio, che un premier non può nemmeno ‘licenziare’ un suo ministro”.


 


RIFERIMENTI ONLINE:

Blog: Panta Rei
Pagina facebook: Panta Rei
Gruppo facebook: Terza Repubblica

 

17 commenti:

  1. Ho commentato sul mio blog, http://italiaemondo.blogspot.it/2013/02/dal-blog-panta-rei-di-gaspare-serra.html

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  2. Dopo le prime due righe mi sono incazzato ed ho smesso di leggere. Come si può essere così disonesti da continuare a dare la colpa ad altri per la crisi italiana? Berlusconi dov'era mentre la Germania diventava sempre più forte e l'Italia si indeboliva? Ah già era occupato coi bunga bunga. Mi stupisco come una donna possa ancora dare credito ad un uomo che le vede solo in posizione orizzontale. E' un insulto all'intelligenza.

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    1. Smettiamola con questa storia del bunga bunga, creata ad arte per infangare Berlusconi mentre facciamo passare lisce storie come MPS dove la sinistra a mangiato a mani basse. Secodo Monti se non c'era lui l'Italia andava a fondo, ma da quando c'è lui, disoccupazione, fallimenti e crisi sono aumentati a dismisura, mentre Unicredit e altre banche si sono risollevate. Sono un piccolo imprenditore e se durava ancora Monti un anno, chiudevo anche io. Poi se arriva quello scienziato di Vendola che è a capodella regione peggio gestita d'Italia...


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    2. @Ulisse Se dopo due righe hai interrotto la lettura come puoi esprimere giudizi ? Significa essere faziosi e male informati se non si sa che “La crisi economica ha avuto avvio nel 2008 in tutto il mondo in seguito ad una crisi di natura finanziaria (originatasi negli Stati Uniti con la crisi dei subprime)”

      Fare di ogni erba un fascio significa non avere nessuna conoscenza di chi invece fa sana politica e sostenere, di fatto, i pessimi politici. C’ è invece da stupirsi come tu possa, ancora, sostenere un "ragionamento” a binario unico . Nel frattempo che rifletti sul Bunga Bunga , Comi è stata non solo premiata come miglior europarlamentare ma è stata selezionata dal Governo americano per un progetto internazionale .

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    3. cosa c'entrano le banche sul casino dove ci ha portato berlusconi e i suoi mafiosi aumm aumm che ci hanno governato per tutti questi anni. Ricordati che Vendola è una delle migliori regioni amministrate. leggi leggi

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    4. MA DA DOVE VIENI DA MARTE? QUANTA IGNORANZA.

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    5. E' VERAMENTE PARADOSSALE NEGARE L'EVIDENZA, INFANGARE BERLUSCONI CHE RIDERE HAAAAA

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  3. Vorre sapere se il PDL e Berlusconi hanno intenzione di abolire definitivamente il signoraggio bancario e le operazioni di geoingegneria clandestina

    Dubito seriamente visto che sotto il loro governo nessuno le ha messe in discussione

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  4. Per quanti equilibrismi si possano tentare la stagione infelice e che ci ha portato al disastro morale e culturale prima ancora che economico, è finita.
    Mi stupisco solo che ci siano ancora persone che abbocchino a queste propagande. Si rassegnino è finita la festa. Raccoglieranno ancora qualche voto di Italioti sotto-acculturati, qualche posto di potere ma sono ormai aut.
    Ora il vero pericolo è la continuazione del disastro incarnata dal Montismo neoliberista-finanziario , meno cialtronesco del berlusconismo, ma, per certi versi, ancora più dannoso.
    Per fortuna molti lo hanno capito e nel nuovo parlamento forse si riuscirà a dirottare il pd su altre strade.

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  5. sono solo vergognosi questi berlusconiani che continuano a dire caz...te

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  6. Come si fa a difendere un clown internazionale che, travestito da politico, ha recitato uno show lungo 20 anni.... e ci ha ridotto sul lastrico???? Possibile che questa figliola, molto gradevole, non si renda conto di essere sbattuta a fare l'utile idiota... che ripete la poesiola... per difendere l'indifendiile e l'impresentabile?

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  7. Nella mia attivita lavorativa ho conosciuto migliaia di persone di tutti i ceti e livelli culturali; la mia costatazione si basa quindi su un campione abbastanza rappresentativo: le persone con simpatie berlusconiane appartengono quasi totalmente al ceto meno scolarizzato ed informato.Poiché nel nostro paese il livello culturale non è molto elevato spiega come mai Berlusconi goda di uno "zoccolo duro" non indifferete.

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  8. La signora dice "Da crisi finanziaria, poi, è divenuta crisi economica, investendo tutta l’Europa, in particolare chi era più vulnerabile a causa di un alto debito pubblico, tra questi l’Italia. Dunque è diventata guerra dei debiti sovrani, aprendo il fianco alla speculazione. Il macigno del debito pubblico italiano risale però agli anni 80, quando il rapporto debito/pil è raddoppiato. Le responsabilità, allora, sono di chi ci ha lasciato quasi 2 mila miliardi di debito, più di 30 mila euro a testa”.

    La signora non sa che tra i paesi che sono stati investiti dalla crisi ce ne sono due (Irlanda e Spagna) con rapporti debito/pil (nel 2007) rispettivamente al 25% e 36%, uno con rapporto debito/pil nella media europea al 69% (Portogallo), e due con rapporto debito/pil superiore alla media europea (Italia (103% e Grecia 110%). Dunque: nessuna correlazione tra crisi e livelli di debito.

    La signora, inoltre, non sa, o fa finta di non sapere, la ragione per cui il debito pubblico è raddoppiato in 12 anni, dal 1981 al 1993, passando da meno del 60% al 123% del pil. La signora, evidentemente, non ha mai sentito parlare di "Divorzio Banca d'Italia-Tesoro", voluto da Andreatta e Ciampi nel 1981 (senza alcun passaggio parlamentare).

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  9. Egregio Gaspare,

    è già tutto scritto (da un secolo) ... caos e disordine! Però confortati da una "apparente" pace e sicurezza sixtemica, "indotta" attraverso false percezioni della realtà!

    Questo è lo scenario post-finte-elezioni!

    Il seguito della storia è la bestializzazione dell'umanità condotta all'interno di una "struttura" artificiosa e artificiale ... l'annullamento della coscienza di sè stessi.
    Come già accade oggi.. La Greci sciopera e gli altri popoli non fanno nulla.. niente!

    Se fosse accaduto negli anni 60-70 ci sarebbe stata la VERA rivoluzione in tutta Europa!

    Oggi no! Perchè?

    Perchè i popoli sono già stati semi-lobotomizzati ... per questo "servono" (ai loro padroni) AGENTI fomentatori di piazza che dai podi politici INCANTINO le masse, con il "mantra" della RIVOLUZIONE popolare (falsa e indotta).

    Il collasso finale è ORA dal 2013 e la situazione diverrà drammaticamente e improvvisamente esplosiva come MAI ACCADUTO PRIMA nella storia umana.

    Così è scritto e così sarà, in Verità

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  10. Quasi 1 milione di persone ieri sera in piazza San Giovanni a Roma per l'ultimo comizio del Movimento a 5 Stelle.
    Giovani, anziani, donne e uomini di ogni età, di ogni idea politica, facce pulite, gente normale con nel cuore la speranza di cambiare.
    Nello stesso momento, chi ha sfasciato l'Italia si impoltroniva nei salotti televisivi o nei centri congressi, spiegando impunemente cosa avrebbero fatto per riparare i disastri che loro stessi avevano fatto.

    E' quasi un ventennio che non voto.
    Stamattina ho fatto la coda per ritirare la tessera elettorale al Comune di Bergamo.
    Un buon segno vedere tanta gente in fila!
    Mi sono ricordato del fiume di persone che volevano firmare al banchetto del VDay sul Sentierone in centro città.
    Sono passati quasi 6 anni e io ero lì, sotto un gazebo di plastica, a raccogliere il consenso inaspettato di quasi 6.000 bergamaschi.
    Avevo una strana sensazione.
    Stava nascendo qualcosa che poteva cambiare l'Italia.
    Domani è l'occasione buona.
    Non sprechiamola!

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  11. Io ritengo che il Governo Berlusconi sia, ne auspicabile, ne credibile e, voglio augurarmi e augurare agli italiani che l'esito delle urne non lo renda nemmeno possibile. Sarebbe una sciagura per il nostro paese.
    Saluti

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  12. Per votare Berlusconi bisogna avere la faccia come il culo.

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