15 aprile 2011

RESTIAMO UMANI???

CARO AMICO DI PALESTINA... “MARTIRE DELLA PACE”!

IL MIO RICORDO DI VITTORIO ARRIGONI...

Oggi, 15 aprile, è toccato a molti di noi un “amarissimo” risveglio...

Oggi è una giornata “terribilmente triste” per chi conosceva Vittorio Arrigoni e ne apprezzava l'“impegno civile ed umanitario”, l'instancabile, infaticabile lavoro di “reporter d'avanguardia” per il tramite del suo piccolo conosciutissimo blog, "Guerrila Radio" (http://guerrillaradio.iobloggo.com), ben presto divenuto un'incredibile “arma di controinformazione” in Terra Santa...


Vittorio non è il primo -né, probabilmente, rimarrà l'ultimo...- “martire” sacrificato da questa "Umanità cannibale", spesso capace di spacciare il proprio egoistico capitalismo o il proprio barbaro integralismo per forme contrapposte di "Civiltà"...

Quando, però, ti accorgi di aver perso per sempre una persona sentita -anche solo spiritualmente- “vicina” il dolore inevitabilmente si decuplica, come ritrovandosi d'improvviso con la faccia piantata contro un muro d'“intollerabile ingiustizia”, di fronte al quale sentirsi “distrutti e impotenti” è quantomeno il minimo si possa umanamente provare...

L'ultimo reportage di Arrigoni risaliva appena allo scorso 13 aprile (giorno prima del suo rapimento), quando l'attivista di “International solidarity movement” denunciava le ennesime “vittime dimenticate” dell'occupazione illegale israeliana in Palestina: quattro operai morti nel tentativo di trasportare generi di prima necessità attraverso uno dei tunnel sotterranei da cui giornalmente molti palestinesi tentano di raggirare l'assedio israeliano su Gaza (che persiste da ben quattro anni...).
Solo gli ultimi morti, in realtà, di una lunga serie: dall'inizio dell'assedio ad oggi, sono stati più di “300” i soli Palestinesi morti sotto terra per permettere ad una popolazione di quasi 2 milioni di persone di “sfamarsi”!

Oggi, purtroppo, anche Vittorio ha fatto la loro stessa fine, vittima dell'integralismo opposto a quello israeliano (ossia salafita) ma, in realtà, anch'egli schiacciato sotto un tunnel: un tunnel non di fango bensì d'“odio e intolleranza”!

Vittorio amava firmarsi con l'epiteto "Restiamo umani".
Oggi quel suo auspicio è crollato, si è dissolto, frantumato inesorabilmente sotto il peso di un'irrazionale e cruenta violenza di cui solo l'Uomo -unico tra gli esseri di questa Terra- può rendersi “in coscienza” responsabile!

Restiamo umani?
Oggi (o forse da oggi) non avrò più una risposta...


Ciao Vittorio!

Ti saluto con l'epitaffio con cui tu stesso volevi essere ricordato:
Mi ostino a vivere perché anche da morto io continui ad essere la causa di un disordine qualsiasi” (Carmelo Bene)

◆◇

12 commenti:

  1. Nessuno di noi (almeno io, son sicuro anche Arrigoni...) ha mai fomentato il "terrorismo", ossia le ritorsioni violente contro civili inermi...
    La "resistenza", però, è tutt'altra cosa!
    La resistenza è ancor più legittima (dal punto di vista del diritto internazionale), poi, se accompagnata da una rivendicazione concreta: l'esercizio del diritto all'autodeterminazione dei popoli.
    "Resistenza", ad esempio, è quella condotta giornalmente dai palestinesi di Gaza, pronti a sfidare l'esercito israeliano (come fatto con la Freedom Flottilla) per rompere un assedio "illegittimo" e rifornire di generi di prima necessità una città "affamata" quale Gaza!
    Io sono un pacifista, non un idealista.
    Perciò, pur non tollerando "mai" la violenza contro i civili (da qualsiasi parte provenga e per qualsiasi motivo venga invocata!), riconosco che certe libertà e certi valori vanno rivendicati e difesi anche al costo di ricorrere alla forza se necessario, se non altro come atto di "legittima difesa" contro un esercito occupante!
    L'estremismo radicale e integralista dei Salafiti non mi appartiene affatto.
    Non definisco estremisti, però, quei civili palestinesi che ricorrono anche alla forza per ribellarsi ad una occupazione illegittima.
    Io li definisco più semplicemente "partigiani", resistenti...

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  2. Gaspare, io non ho avuto la fortuna di conoscere di persona Vittorio, ma provo veramente dolore, perchè so cosa significa perdere qualcuno. Credo, però. che l'epiteto con cui lui si firmava "RESTIAMO UMANI" non si è dissolto ne frantumato, ma è più forte ed intenso. Vittorio, sfidando l'intolleranza, l'ingnoranza, la guerra ha vissuto a Gaza, fra tutti i pericoli pur di stare accanto a chi soffre, lui ci lascia una forte e grande testimonianza di umanità, di amore che assolutamente non sarà mai cancellata!!! Grazie Vittorio, un abbraccio a te Gaspare.
    Daniela

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  3. Personalmente credo che sia stato un "tragico errore" della Comunità internazionale consentire 60 anni fa la nascita in Medioriente dello Stato di Israele: qualsiasi altro posto sarebbe stato preferibile (almeno concesso che nel mondo esistesse ancora una terra "occupabile" legalmente...).

    A distanza di 60 anni, però, l'esistenza di Israele non è più "discutibile": è un fatto.
    Occorrerebbe, allora, solo lavorare affinché:
    1- la Palestina non sia solo una "fogna israeliana", bensì uno Stato riconosciuto, autonomo ed autosufficiente
    2- ed Israele abbia garantito la sua sicurezza, ma nel pieno rispetto del diritto internazionale.

    Sono stato un ammiratore di Arafat, leader palestinese che ha tentato di pacificare il Medioriente accettando la politica della trattativa con Israele (ovviamente osteggiata dagli estremisti, sia palestinesi che israeliani...).
    A 17 anni di distanza dagli storici accordi di Oslo del '93, però, quali risultati "concreti" ha prodotto "la politica" per i Palestinesi???
    Un governo di estrema destra che spadroneggia in Israele e, per ultimo, la vergognosa operazione "Piombo fuso" che tutti ricordiamo a Gaza!

    Io non voglio fare "il tifo" per l'una o per l'altra parte in causa...
    Non dividiamoci, dunque, in "pro" e "contro" (cosa che noi Italiani -grazie a Berlusconi...- siamo capacissimi!).
    Cerco semplicemente di mettermi nei panni di un Popolo, quello palestinese, che vive "da ospite straccione" nella sua stessa terra, senza alcuna libertà di movimento né di sfruttamento delle proprio risorse!
    Come si può, allora, chiedere a questo Popolo "ragionevolezza" quando lo stesso si sente vittima di "sopprusi ed ingiustizie" tollerate dalla Comunità internazionale???

    Anche gli Israeliani, certo, hanno subito vittime per mano dell'estremismo palestinese (sia pure in numero "immensurabilmente inferiore"...).
    Ma come qualificare una poltica terrorista quando, piuttosto che da gruppi estremisti, viene attuata istituzionalmente da uno Stato e votata dai suoi cittadini???

    Oggi voglio risparmiarmi bei discorsi storici (sulle disgrazie del popolo ebreo...) o filosofici (sulle ragioni del pacifismo...).
    Io, se, piuttosto che smanettare comodamente da casa un computer in un Paese libero e benestante, fossi uno dei tanti giovani "disperati" che vivono nei campi profughi palestinesi senza lavoro né dignità, probabilmente vedrei solo il "fumo della vendetta" negli occhi!
    Probabilmente non conoscerei Gandhi, non avrei mai letto Tenzyn Giatso, e, vittima della povertà e dell'ignoranza, sarei forse pronto ad arruolarmi in una delle milizie di Hamas per combattere in nome della libertà!

    Allora "bando alle chiacchiere": o la Comunità internazionale offre "subito e concretamente" una diversa risposta a questa gente... oppure la violenza è l'unica risposta che i Palestinesi potranno mai trovare alla loro condizione!

    E -ribadisco- se definisco "terrorista" chi si lascia esplodere in una discoteca o massacra un attivista come Arrigoni... è "resistentte" (partigiano), invece, colui che lancia un sasso contro il carro armato che gli blocca la strada o spara un colpo d'arma da fuoco contro un esercito che occupa i propri campi per permettere la costruzione di nuovi insediamenti!

    Con ciò ho detto -forse con eccessiva franchezza- tutto...

    P.S.:
    Sulla illegittimità della occupazione israeliana, non volendo nuovamente ripercorrere tutte le tappe delle numerose risoluzione dell'Onu "sistematicamente violate" da Israele, mi limito a rinviare a un mia vecchia nota che trovi su facebook:
    http://www.facebook.com/media/set/fbx/?set=a.1064319784051.8863.1707704077

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  4. Trovo alquanto surreale fondare la giustificazione della nascita dello Stato di Israele in Palestina sul Vangelo, un testo risalente a circa 2 mila anni orsono...
    La Palestina del 1948, difatti, non era esattamente la Terra abitata dagli Ebrei ai tempi dei Romani!
    Anzi!
    Per colpa del movimento sionista ad un'ingiustizia storica (la diaspora degli Ebrei) se n'è aggiunta un'altra: la "diaspora" dei Palestinesi!

    Quanti sanno, ad esempio, che l'imposizione dello Stato d'Israele in Medioriente ha comportato l'"esilio forzato" di milioni di persone che già abitavano abitualmente quelle terre da secoli???
    Solo durante la guerra israelo-palestinese del 1948 circa "800 mila" persone furono costrette ad abbandonare le proprie case per sfuggire alle rappresaglie ed alle stragi perpetrate da forze irregolari dell'esercito israeliano!
    Ad oggi, così, si contano in "4 milioni" i profughi che non hanno ancora avuto riconosciuto il diritto alla restituzione della propria terra ed all'indennizzo dei danni materiali e morali subiti (così come non richiesto da me ma previsto dalla risoluzione Onu n. 194 par. 11 del '48!).
    Come può un rifugiato palestinese accettare il fatto che il suo diritto a ritornare nella propria casa non è stato ancora rispettato mentre quello degli albanesi del Kosovo o degli afgani o degli abitanti di Timor Est lo è da tempo?

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  5. Si è dovuto aspettare il '67 perché l'Onu emettesse la risoluzione n. 242, con la quale si chiedeva il ritiro di Israele dai territori occupati, e solo nel 1993, con gli accordi di Oslo, Israele ha accettato l'applicazione della risoluzione 242 entro 5 anni.
    Siamo nel 2011: perché, a tutt'oggi, solo una parte dei territori è stato restituito alla Autorità Palestinese?
    E perché nessuno dice che lo Stato palestinese, così come concepito dalla risoluzione n. 242, non potrà mai esistere, in quanto si tratterebbe di uno Stato diviso in due (Gaza e la Cisgiordania, in sostanza), in cui per andare da un posto all'altro occorrerebbe il passaporto?
    Uno stato privo di un tessuto industriale, agricolo e commerciale?
    Uno stato non in grado di produrre energia (Israele ha collegato tutta l'energia elettrica dei territori occupati alla propria rete elettrica, negando ogni possibilità di autonomia in questo settore ai Palestinesi)?
    Uno stato dove l'erogazione dell'acqua è nel più completo arbitrio israeliano (i 5/6 delle risorse idriche è in mano ai coloni)?
    Questo dovrebbe essere il futuro Stato palestinese?

    Il popolo palestinese è stanco di un processo di pace che ha solo peggiorato la propria situazione, creando mille frontiere interne da attraversare ogni giorno per lavorare o visitare parenti o amici e non dando soluzione al problema dei prigionieri palestinesi rinchiusi nelle carceri israeliane e dei rifugiati.
    Il blocco totale dei territori ha prodotto una disoccupazione che supera il 70% a Gaza e si avvicina al 50% in Cisgiordania!

    Un contadino palestinese oggi può vedere la propria casa rasa al suolo da un bulldozer israeliano da un giorno all'altro, senza preavviso!
    Se chiede il perché, avrà risposto che la sua casa era stata costruita senza regolare permesso...
    Ma come stupirsi? Le autorità israeliane rifiutano "sistematicamente" agli arabi il permesso di costruire sulle loro terre! Gli ebrei possono costruire, i palestinesi mai!
    Cos'è questo se non puro e semplice apartheid?!

    Ancora oggi, a Gerusalemme Est, a donne e uomini vengono confiscate le carte di identità per ridurre la loro presenza, con un'operazione che il Centro per i diritti umani israeliani ha chiamato "deportazione silenziosa".
    Sessant'anni fa, in Germania, questi stessi argomenti erano usati contro gli Ebrei!
    I Palestinesi della Cisgiordania e di Gaza non possono entrare in Gerusalemme, chiusa ermeticamente dai soldati israeliani.
    Come definire questo se non apartheid?!
    Proprio questo era ciò quotidianamente denunciato da Vittorio Arrigoni (motivo per cui era un ricercato per le Autorità israeliane, già in due casi arrestato e torturato!).

    I Palestinesi sono un popolo e, in quanto tale, hanno DIRITTO a pretendere una vera indipendenza e piena sovranità, il diritto di controllare il proprio spazio aereo, le fonti d'approvvigionamento idrico e i confini, di sviluppare la propria economia, d'avere regolari rapporti commerciali con gli altri paesi vicini, di viaggiare e spostarsi liberamente...
    Si chiede l'impossibile? Soltanto tutto ciò di cui gode tutto il mondo libero!

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  6. "Due popoli non possono riconciliarsi quando uno dei due pretende di dominare l'altro, quando uno dei due rifiuta di trattare l'altro come pari nel processo di pace, quando uno dei due utilizza la logica del potere invece che il potere della logica. Israele deve ancora capire che non si avrà pace negando giustizia" (Arafat).
    Al popolo palestinese è stata negata la libertà per troppo tempo: unico popolo al mondo a vivere sotto occupazione straniera!

    "Io condanno il terrorismo. Purtroppo le condanne non fermano il terrorismo. Per fermarlo dobbiamo capire che il terrorismo è semplicemente un sintomo, non è la malattia" (Arafat).
    Il terrorismo palestinese è frutto quasi sempre della disperazione, trovandosi di fronte un terrorismo di Stato che pratica sistematicamente massicce rappresaglie come ritorsione al gesto di una singola persona!
    La questione della sicurezza d'Israele non può nascondere l'illegalità dell'occupazione militare o dei bombardamenti sui civili!

    E' indispensabile che Israele si renda conto che uno Stato sovrano per i palestinesi non è una generosa concessione ma un diritto.
    Il giorno in cui questo avverrà, forse la pace sarà finalmente all’ordine del giorno...

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  7. Gaza è una città sotto assedio straniero, in cui i cittadini sono costretti a ricorrere ai tunnel segreti per contatti con l'esterno e le milizie armate rivoluzionarie fioriscono come funghi!
    Vittorio Arrigoni non era lì come “fautore della non violenza” bensì come supporter della “resistenza” (anche armata) palestinese, perché a volta la pace va costruita anche con la forza quando le condizioni oggettive non consentono alternativa!
    Ho sempre auspicato una soluzione politica del conflitto israelo-palestinese...
    Ma come vi aspettate possa reagire un popolo che aspetta da più di 60 anni una soluzione che sembra non arrivare mai attraverso i canali istituzionali???
    Siamo in Medioriente, non certo in Tibet!

    La resistenza, ribadisco, è cosa ben diversa dal terrorismo!
    Atti terroristici sono certamente avvenuti nel tempo a danno di Israele...
    Ma qualcuno ha forse “le prove” di un collegamento diretto con l'operato di Arrigoni???
    Inoltre, è stato forse un atto di terrorismo il tentativo della flotta “freedom flotilla” di aggirare il blocco navale imposto da Israele su Gaza?
    E' un atto di terrorismo, poi, in un territorio in guerra e sotto occupazione straniera, la cattura e prigionia di un miitare occupante, quale il caporale israeliano Shalit?
    Pur augurandomi che finisca presto la sua prigionia, se definite questo “terrorismo” (e non “resistenza”) allora annoverate pure me tra i terroristi!

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  8. Mi risulta difficile, pur con tutta la buona volontà possibile, comprendere come si possa giustificare la costituzione dello Stato di Israele in Palestina nel 1948 in funzione della diaspora del popolo ebraico avvenuta durante i regni di Babilonia e sotto l'Impero romano intorno all'VIII-VI secolo a.C.!
    Se vogliamo ripercorrere la storia dell'Umanità possiamo benissimo farlo e convenire sul fatto che gli Ebrei abbiano subito almeno due colossali “ingiustizie storiche”: la diaspora prima e l'olocausto poi...
    Ma questo può essere sufficiente a cancellare l'ingiustizia successivamente subita dal popolo palestinese proprio per mano israeliana e con la complicità della Comunità internazionale (che ha fatto buon viso a cattivo gioco, facendo comodamente pagare ai palestinesi tutte le proprie responsabilità sul trattamento per anni riservato agli Ebrei d'Europa dal nazismo)???

    A chi sostiene il contrario, in particolare, vorrei chiedere:
    agli inizi del secolo scorso quanti Ebrei e quanti Palestinesi popolavano la Palestina?
    Dal 1948 in poi quanti profughi palestinesi (ossia gente costretta alla fuga, a lasciare le proprie terre per lasciar posto ai colini) ha causato lo stato d'Israele?
    Quali responsabilità si potevano imputare per la diaspora e l'olocausto ebreo ai palestinesi, che fino al '900 popolavano da secoli in pace quelle terre?
    Come affrontare, poi, oggi la condizione di “oggettiva disumanità” in cui vivono i palestinesi di Gaza e Cisgiordania (per non parlare dei profughi sparpagliati nei campi della regione)?
    Questo costituisce un problema di cui “anche Israele” si deve fare carico oppure la sorte umana di questa gente è solo “un peso” per la sicurezza dello Stato israeliano?
    Ed Israele, atteggiandosi a Stato coloniale, non rischia di fomentare il terrorismo in una regione a sé ostile piuttosto che incoraggiare le fazioni arabe più moderate?

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  9. Io non sono un militante di Hamas né è nel mio interesse difenderne le azioni...
    Purtroppo riconosco, invece, che la politica estremista israeliana:
    ieri ha tolto consensi tra la sua gente al più moderato Al Fatah...
    come oggi, addirittura, sta facendo calare la popolarità degli estremisti di Hamas in favore di gruppi ancor più radicali, come i Salafiti!
    Dove giungeremo di questo passo?
    E fino a quando “il muro” potrà reggere?!

    Quando affermo che io “comprendo” la resistenza armata palestinese non sostengo che essa sia la “soluzione migliore” possibile ma che, agli occhi di molti disillusi palestinesi, è oramai rimasta “l'unica risposta” possibile di fronte all'arroganza di un governo israeliano, quale quello Netanyahu, che prosegue con la politica degli insediamenti coloniali e dell'assedio su Gaza!
    Probabilmente ciò è servito a ridurre gli attacchi terroristici contro Israele in questi anni...
    Vero!
    Ma -aggiungo io- ciò sta creando una “polveriera” a Gaza che, se e quando esploderà, causerà disastri enormemente più “immani” di quelli a cui eravamo abituati fino a pochi anni or sono!

    Un saluto...

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  10. Se Israele tenesse davvero alla sua sicurezza nazionale (e non, piuttosto, al mantenimento dello "status quo"") avrebbe un solo modo per dimostrarlo:

    1- chiedere UNA “TREGUA DURATURA” con i palestinesi, per il tramite di un intervento di polizia delle Nazioni Unite volto a ristabilire l’ordine e la sicurezza nei territori:
    a- costringendo Israele all’abbandono della politica “belligerante” perseguita sin oggi;
    b- ed arrestando il lancio di missili palestinesi su Israele (attacchi spesso utilizzati dal governo israeliano come “pretesto” per legittimare la rioccupazione delle terre palestinesi!).

    2- ed accettare finalmente LA SOLUZIONE “DUE STATI PER DUE POPOLI”, ossia la costituzione di uno Stato palestinese con un proprio governo, un proprio esercito, proprie forze dell’ordine (capaci di mantenere l’ordine nei territori) e i necessari aiuti internazionali per avviare la ricostruzione del Paese e il raggiungimento dell’indipendenza (anche economico-energetica) da Israele.
    Il tutto, ovviamente, sotto il monitoraggio dell'Onu, che -sul modello libanese- potrebbe essere costretta a rimanere anche decenni in Terra Santa come "forza di interposizione" tra le parti.
    Ecco che, a tal punto, anche l'Autorità palestinese sarebbe finalmente chiamata ad assumersi in maniera inequivoca davanti alla Comunità internazionale le proprie responsabilità!

    Solo quando il Popolo palestinese sarà libero dal “bisogno” (in tutti i sensi), libero negli spostamenti... e solo quando le nuove generazioni palestinesi cresceranno senza contare in ogni famiglia le vittime degli interventi militari israeliani forse la "logica della convivenza" potrà prevalere su quella della "vendetta"...
    Una difficile scommessa?
    Certamente si!
    Ma qualcuno sa indicare una pacifica strada diversa???

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  11. Tratto da un MANIFESTO DEI GIOVANI PALESTINESI di Gaza, scesi in piazza il 15 marzo scorso per una manifestazione brutalmente interrotta nel sangue dalla polizia di Hamas (ed a cui aveva partecipato a supporto Vittorio Arrigoni, scrivendone su Peace Reporter il 17 marzo):

    "Vaffanculo Hamas. Vaffanculo Israele. Vaffanculo Fatah. Vaffanculo ONU. Vaffanculo UNWRA. Vaffanculo USA!
    Noi, i giovani di Gaza, siamo stufi di Israele, di Hamas, dell’occupazione, delle violazioni dei diritti umani e dell’indifferenza della comunità internazionale! (...)".

    "Qui a Gaza abbiamo paura di essere incarcerati, picchiati, torturati, bombardati, uccisi.
    Abbiamo paura di vivere, perché dobbiamo soppesare con cautela ogni piccolo passo che facciamo, viviamo tra proibizioni di ogni tipo, non possiamo muoverci come vogliamo, né dire ciò che vogliamo, né fare ciò che vogliamo, a volte non possiamo neanche pensare ciò che vogliamo perché l’occupazione ci ha occupato il cervello e il cuore in modo così orribile che fa male e ci fa venire voglia di piangere lacrime infinite di frustrazione e rabbia!
    Non vogliamo odiare, non vogliamo sentire questi sentimenti, non vogliamo più essere vittime".

    "BASTA!
    Basta dolore, basta lacrime, basta sofferenza, basta controllo, proibizioni, giustificazioni ingiuste, terrore, torture, scuse, bombardamenti, notti insonni, civili morti, ricordi neri, futuro orribile, presente che ti spezza il cuore, politica perversa, politici fanatici, stronzate religiose, basta incarcerazioni!
    DICIAMO BASTA!

    Questo non è il futuro che vogliamo!
    Vogliamo tre cose.
    Vogliamo essere liberi.
    Vogliamo poter vivere una vita normale.
    Vogliamo la pace".


    P.S.:
    IO MI SENTO VICINO E SOLIDALE CON QUESTI MIEI COETANEI DI PALESTINA, GLI STESSI CHE APPOGGIAVA VITTORIO ARRIGONI...
    (forse "rivoluzionari" -per le loro idee-, di certo non i terroristi che secondo alcuni Vittorio amava frequentare!)

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  12. Una brava persona che passa (è passato)quasi inosservato.Saluti da Salvatore.

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