19 febbraio 2011

CORPO SENZA NOME...

Silenzi
-senza voce-
riemergono da un mare di vergini
- senza dio-
inondando di pensieri e blasfemie
ordinarie, incoscienti emozioni
calpestate
dalle foglie ingiallite d’autunno…


Spazi decrescenti
di vita
squarciano cieli incontenibili
d’inverno,
sfuggendo alle ombre segnate dal vento…

Un impercettibile caos calmo
trattiene lentamente, inutilmente
il tremore
nascosto nel tepore
dei tuoi occhi…

Ma dove strariperanno i miei sospiri
giunti al fiume senza foce
del tuo corpo senza nome?

g.s.
 

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9 commenti:

  1. Ciao.Hai uno stile poetico molto simile al mio. Io viaggio per immagini e queste sono le evocazioni che in me hanno suscitato le tue parole: ho sentito fatica, come un corso d'acqua che non riesce a seguire il suo percorso troppo tortuoso; mi è arrivata un'immagine di donna irraggiungibile e difficile da contenere/controllare; profonda solitudine e incomunicabilità!

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  2. grazie gaspare molto bella .... buona domenica ciao

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  3. ....(un impercettibile caos calmo)....è esattamente il mio stato d'animo.bellissima.

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  4. "ma dove strariperanno i miei sospiri
    giunti al fiume senza foce..."
    La poesia mi ha dato la sensazione di vivere all'origine di un tormentato viaggio.
    la conclusione mi ha fatto riflettere sull'orientamento e la meta del nostro cammino nell'incertezza e la consapevolezza del nostro individuale destino...legato nel profondo da una vertiginosa solitudine....cerco una foce dove poter rovesciare i miei sospiri ma non c'è foce perchè non c'è nessuno che sa ascoltare.
    ciao alla prossima poesia!

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  5. l'immagine mi ricorda "Mistica" del film Xman ... un corpo e mille persone... ma tutto senza un vero e proprio "Io"...
    Bella, molto bella!!

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  6. mi piace il commento della poesia dato dall'anonimo qui sopra... la poesia mi ha dato la sensazione di vivere all'origine di un tormentato viaggio..la conclusione la consapevolezza del nostro individuale destino legato nel profondo ad una vertiginosa solitudine.........etc...
    ..cerco una foce dove poter rovesciare i miei sospiri ma non c'è foce perchè non c'è nessuno "ad"(che sa) ascoltare. katia

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  7. Ciò che invano faccio a volte è ignaro persino al mio "IO" più proffondo,
    eppure solo facendolo sento di appartenere a questo mondo.
    Sono gesti ripetitivi a volte troppo banali
    ma solo nel compierli mi sento, ci sono
    e stà in questi semplici gesti l'equilibrio su cui tutto ruota
    che mi piacia oppure no, nn sn che un nome chiamato ogni tnt, eppure se mi fermo nessuno si muoverà per me.

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  8. capto sensibilita',fisiche ed intellettuali, che trascendono,pur essendone ispirato,il corpo,bello e sensuale,dellapersona scoperta,desiderata.un inno alla passione,solidale,dell'uomo;non sento solitudine,forse metropolitana,ma la passione del comune,ci riavvicinera' nei contatti nella/della metropoli o della cittadina,comunque, resa difficile da vivere.

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  9. La tua è una poesia da leggere tutta d'un fiato che a mio parere non segue nessuno schema particolare e nessuna metrica di sorta . L'ho apprezzata . Porta alla luce un animo credo molto sensibile .

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