31 gennaio 2011

ULTIMI CENSORI "A CACCIA D'AUTORE"...

"Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la mia vita affinché tu lo possa dire...
(Voltaire)

PREVISIONI SULL'ITALIA: 
FORTI "VENTI DI CENSURA" DAL NORD-EST???

Se è vero che la libertà è un po' come l'aria -ti accorgi di quanto sia importante solo quando inizia a mancare...-, in questo Paese, da un po' di tempo, si respira un'aria sempre più viziata, sgradevole, maleodorante...
Se qualcuno si fosse "illuso" di vivere in una democrazia pienamente matura, infatti, in questi giorni avrebbe qualche rmotivo in più per "ricredersi".
In un'Italia "allo sbando", che ha perso ogni "bussola" (distratta dagli scandali sessuali del momento), è passata sotto silenzio una notizia filtrata da pochissimi mass-media: in Veneto "son tornate di moda le streghe" (o meglio -verrebbe da dire...- la caccia ai "Premi Strega"!).

La notizia è emersa il 21 gennaio scorso, a seguito di un servizio del Tg3 (unico tra i tg nazionali ad aver affrontato la vicenda): nel nord-est iniziano a circolare "liste di proscrizione" di autori "sgraditi" alla politica, dei cui testi vari amministratori locali avrebbero chiesto la rimozione da ogni scuola e biblioteca pubblica!
Primo in lista?... Ovviamente Roberto Saviano!
Quale miglior "segno di civiltà" attendersi in occasione del 150° anniversario dell'Unità d'Italia???

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario...”
(Primo Levi)

PROPOSTA "SCHOCK" DAL VENETO:
AUTORI "SCOMODI" AL POTERE?
IN ARRIVO UN "INDICE DEI LIBRI PROIBITI"!

Di primo impatto la notizia suscita meraviglia, stupore, incredulità...
Ma è ripercorrendo nei dettagli l'intera vicenda che prevale l'inquietudine, lo sconcerto, l'"indignazione"!

Tutto ha inizio quando due semi-sconosciuti esponenti del Pdl veneto, Paride Costa (consigliere comunale del comune di Martellago) e Roberto Bovo, hanno un'idea geniale...
Quale?
Quella di reclamare:
1- la "messa al bando", da tutte le scuole pubbliche e le biblioteche civiche venete, di "40" autori (tra i quali Roberto Saviano!)
2- e la "cancellazione" delle presentazioni di libri e degli incontri pubblici con questi autori in territorio veneto!
Il che spiega l'"incredulità" dell'inviata del Tg3 nell'apprendere di non poter più reperire i testi degli autori "sconsigliati" (compreso l'ormai celebre "Gomorra"!) nella biblioteca pubblica del comune di Preganziol, e l'imbarazzo di una "rammaricata" bibliotecaria!
Libri -sia chiaro- presenti in catalogo (ossia, nella disponibilità della biblioteca) ma "eliminati" dagli scaffali dopo che la giunta del Comune ha aderito all'appello lanciato dai due "censori della libertà" veneti!

Ma quali sarebbero le ragioni di una simile "epurazione"?
Le motivazioni (?) dell'iniziativa promossa dai due pidiellini si comprendono bene leggendo alcuni estratti della lettera attraverso cui gli stessi hanno reso pubblico il loro appello:
"La nostra è la decisione di schierarci in maniera chiara ed inequivocabile contro(...) coloro che, in passato e ancora oggi, offrono rifugio o legittimità morale ad un criminale (Cesare Battisti) condannato in via definitiva(...).
Manifestiamo la nostra indignazione nei confronti dei cosiddetti intellettuali che hanno inneggiato e sostenuto alla liberazione di Battisti, dipingendolo come un uomo di eccezionale intelletto o alla stregua di un romantico idealista(...).
Noi chiediamo che venga adottata una forma di boicottaggio civile nei confronti degli scrittori italiani che, l’11 febbraio 2004, hanno firmato la petizione a sostegno del terrorista Cesare Battisti, chiedendone la liberazione, procedendo con la rimozione delle loro opere letterarie dalle biblioteche civiche della Provincia di Venezia e dalle biblioteche scolastiche presenti nel comprensorio provinciale veneziano(...).
Auspichiamo naturalmente che tale azione(...) sia di impulso e stimolo per altre province desiderose di far sentire la propria protesta ed indignazione".

La motivazione ufficiale è chiara: si tratta di una "ritorsione" nei confronti di quegli autori "colpevoli" di aver firmato nel 2004 una petizione pubblica per la liberazione di Cesare Battisti (al tempo, rifugiato in Francia).
Petizione tramite la quale gli stessi intellettuali non avevano di certo "inneggiato al terrorismo" bensì si erano limitati:
I- a sollevare dubbi sulla regolarità del processo -a loro dire, "sommario"- svolto a carico del terrorista rosso, (interrogandosi, tra l'altro, sul "perché" due paesi amici dell'Italia -prima la Francia, poi il Brasile) hanno ritenuto di dover negare l'estradizione
II- e ad invocare un "atto di clemenza" in favore del Battisti per chiudere definitivamente una pagina nera del nostro passato, quale quella degli "anni di piombo", senza l'ostinata ricerca di "capri espiatori".

Il problema che pongo non attiene affatto a un giudizio sulla vicenda Battisti bensì sulla "pretesa" di certa politica di legittimare per questa via un atto di pura e semplice "barbarie culturale" (come tale può definirsi qualsiasi forma di "censura" o di "messa al bando" di autori sgraditi!).
E' legittimo, allora, "punire" alcuni intellettuali per la semplice ragione d'avere offerto una "lettura diversa" di una vicenda (storica, umana e giudiziaria) così complessa???

"La libertà è come l'aria: si vive nell'aria; se l'aria è viziata, si soffre; se l'aria è insufficiente, si soffoca; se l'aria manca, si muore..."
(Luigi Sturzo)

I " CENSORI DELLA LIBERTA' "...

Una simile proposta è probabilmente "tollerabile" in un Paese libero: è forse reato, d'altronde, "l'ostentazione di stupidità"?!
E' pur vero, però, che -per citare Dietrich Bonhoeffer- la stupidità è un nemico ancor più pericoloso della malvagità!
Contro il male, difatti, si può protestare, si può smascherarlo, se necessario ci si può opporre anche con la forza... Ma contro la stupidità siamo disarmati!
E poi, mentre un malvagio si concede pure delle pause nel corso della giornata, uno stupido "non da tregua"!

Ciò che pare "intollerabile", invece, è che:
- mentre in qualsiasi altro paese civile l'appello dei due "censori veneti" sarebbe stato accolto come la "provocazione" di qualche "politico d'assalto" alla ricerca di visibilità...
- in Italia brandire la "gogna mediatica" contro alcuni scrittori "faccia ancora gola", cosicché, quella che doveva essere una mera provocazione, trova subito numerosi estimatori (quasi "rammaricati" di non averci pensato prima!).

Il primo a rispondere all'appello, lo scorso 16 gennaio, è stato l’assessore alla Cultura della provincia di Venezia (oltre che consigliere comunale nella stessa Città), il berlusconiano Raffaele Speranzon, annunciante con tono solenne: "scriverò agli assessori alla Cultura dei comuni del Veneziano perché queste persone siano dichiarate sgradite, e chiederò loro(...) che le loro opere vengano ritirate dagli scaffali(...). Chiederò di non promuovere la presentazione dei libri scritti da questi autori: ogni comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità. Inoltre, come consigliere comunale a Venezia, presenterò una mozione perché Venezia dia l’esempio per prima".

A fianco di Speranzon si sono prontamente schierati anche l’assessore regionale alla Cultura, Marino Zorzato, e quello all’Istruzione, Elena Donazzan (nota alle cronache regionali per avere deciso di donare a tutti gli scolari delle elementari una copia della Bibbia!).
Quest'ultima ha dichiarato entusiasta: "inviteremo tutte le scuole del Veneto a non adottare, far leggere o conservare nelle biblioteche i testi diseducativi degli autori che hanno firmato l´appello a favore di Cesare Battisti(...). L'unica cosa che possiamo fare è boicottare i loro libri. Smettere di leggerli. Non accoglierli nelle biblioteche pubbliche e nelle scuole".

Di fronte alla pronta reazione del Pdl veneto, la Lega non poteva certo stare a guardare...
Ci ha pensato, così, Gianantonio Da Re, segretario leghista nella Provincia di Treviso, a mettere anche il suo cappello sull'iniziativa di Costa e Bovo, dichiarando: "bene ha fatto l'amministrazione comunale di Preganziol ad eliminare quei libri(...). Se non vengono letti, non muore nessuno e la cultura non ne subirà alcun danno. Anzi, meglio metterli in uno scatolone in uno scantinato, chissà non se li rosicchi qualche criceto(...)".
Da Re, inoltre, non le ha mandate a dire alla coraggiosa bibliotecaria che ha sollevato il caso sui media: "Faccia il suo lavoro: il suo mestiere è fornire un servizio regolare e controllare la conservazione dei volumi, è pagata per questo. Non è suo compito decidere cosa deve offrire la biblioteca comunale".

Ha espresso un plauso all'iniziativa, infine, anche il sindacato di polizia Coisp (?): il suo segretario generale, Franco Maccari, si è , anzi, spinto a rivendicare con orgoglio la "paternità" dell’iniziativa, (dallo stesso invocata già da qualche settimana!).

"Là dove si bruciano i libri si finisce per bruciare anche gli uomini..."
(Heinrich Heine)

"INDEX LIBRORUM PROHIBITORUM": 
LA STORIA SI RIPETE???

Storicamente è sempre stato molto forte il nesso tra "libri" e "libertà": dovunque al mondo, dove è mancata la libertà, è mancata anche la libera circolazione dei libri (e, con essi, delle idee).
L'immagine del "rogo dei libri", ad esempio, è una delle più "nefaste" della storia dell'umanità: il simbolo più reale e metaforico, al contempo, di come chi gestisce il potere in termini "illiberali" tema più la circolazione delle idee che delle armi!
Di roghi di libri la storia è piena: già nel 415 d.C. si assassinavano filosofi, come la greca Ipazia (martire del paganesimo e della libertà di pensiero) e si bruciavano biblioteche, come ad Alessandria d'Egitto!
La frequenza cui vi si è fatto ricorso, comunque, è aumentata con l’introduzione del libro a stampa e la moltiplicazione dei lettori: l'ultimo rogo famoso è forse quello di Berlino del 10 maggio del 1933, dove i nazisti organizzarono un rogo ufficiale delle opere di quegli autori considerati sovversivi (Bretch, Mann, Marx...).

Nonostante le storie di roghi e censure sembrano calate da un "lontanissimo passato", basta volgere lo sguardo all'attualità per scoprire come spesso il passato non si concluda con un "the end" bensì resti "in agguato", rischiando di riproporsi sotto celate spoglie...
Ricordate, ad esempio, gli anatemi pronunciati, in vista dell'11 settembre scorso, da Terry Jones, pastore americano di una chiesa di Gainesville?
Questo religioso (?) ha surriscaldato gli animi del mondo e fatto tremare la Casa Bianca semplicemente con l'annuncio, in occasione del nono anniversario degli attacchi alle Twin Towers, del "Burn a Koran day": il pubblico rogo di alcune copie del Corano come forma di protesta contro la decisione dell'Amministrazione Obama di costruire una moschea a Ground Zero!
Alla fine, dopo le enormi pressioni (interne ed internazionali) mosse per fermare quest'atto "folle e sacrilego", il pastore ha rinunciato alla sua protesta...

La storia della censura libraria in Europa ha avuto un protagonista indiscusso: la Chiesa.
Nel 1487 papa Innocenzo VIII mosse i primi passi vero la costituzione del primo "Indice dei libri proibiti" proponendo il cd. "Imprimatur": l'editto di Worms, così, sottopose tutti i libri al controllo episcopale.
Un vero "Indice dei libri proibiti" (un elenco di pubblicazioni proibite dalla Chiesa) fu stilato nel 1558, per opera della "Congregazione della sacra romana e universale Inquisizione" (o "Sant'Uffizio"), con lo scopo di ostacolare la possibile "contaminazione" della fede e la "corruzione morale" dei fedeli.
Soppresso solo nel 1966 (dopo che il Concilio Vaticano II sostituì al Sant'Uffizio la "Congregazione per la dottrina della fede"), tale Indice segno uno dei periodi più "oscurantisti" per la cultura europea: la semplice detenzione di libri "proibiti" divenne il capo d'imputazione più frequente nei processi per eresia!
Per farsi un'idea, tra gli autori "proibiti" furono additati scrittori come Dante Alighieri, Niccolò Machiavelli, Giovanni Boccaccio, Cesare Beccaria, Giordano Bruno, Benedetto Croce, Gabriele D'Annunzio, Ugo Foscolo, Galileo Galilei, Giacomo Leopardi, Girolamo Savonarola, Alberto Moravia... ed ancora Cartesio, Thomas Hobbes, Immanuel Kant, John Locke, Karl Marx, Montaigne, Montesquieu, Blaise Pascal, Jean-Jacques Rousseau, Spinoza, Stendhal, Voltaire, Émile Zola!

Karl Marx sosteneva che "la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia e la seconda come farsa"...
Se è così, l'iniziativa censoria promossa in Veneto ha tutto l'aspetto di una "farsa"!
Perché preoccuparsene, allora?
La ragione è molto semplice: perché questa forma "sui generis" di boicottaggio resta un "precedente" pericoloso!
Se già oggi quella che ha tutto l'aspetto di una "provocazione" riscuote un discreto consenso tra gli amministratori di una Regione, cosa impedirà domani a provocazioni analoghe (o peggiori!) di ottenere consensi ancor maggiori?!
Sarebbe un tragico errore "minimizzare" l'accaduto: non tanto per le conseguenze immediate che ciò potrà produrre, quanto per il messaggio "eversivo" che una proposta simile inesorabilmente "veicola"!
Il rischio maggiore è quello di "assuefazione", ossia che idee simili oltrepassino le "barriere della ragione":
- insinuandosi lentamente, come un "virus liberticida", nella società civile
- "vaccinando" l'opinione pubblica, tramite piccole dosi crescenti di parassitismo, ad una "insensibilità verso l'indignazione"
- e innestando nella mente di tanti il "tarlo dell'intolleranza" e l'idea aberrante ("totalitaria") per cui faccia comodo scivolare gradualmente verso forme di "pensiero unico dominante"!

"Se la libertà significa qualcosa, significa il diritto di dire alla gente ciò che non vuol sentirsi dire..."
(George Orwell)

IL "PRETESTO BATTISTI": 
LA CENSURA AI TEMPI DELLA LEGA...

La motivazione ufficiale del "bando veneto" è chiara: la necessità di una "presa di distanza" da quegli autori che hanno sostenuto la liberazione di Cesare Battisti.
E' altrettanto chiaro, però, che "boicottare" alcuni scrittori perché firmatari di un appello pro Battisti è un evidente "pretesto" per avallare una "porcata censoria" bella e buona: per usare le parole di Carlo Lucarelli, "una squallida operazione da dittatura stupida"!

Anzitutto, va chiarito come il caso Battisti rientri solo "di striscio" in questa vicenda.
A mio avviso, ad esempio:
I- ogni assassino merita una giusta condanna, ed i familiari di ogni vittima hanno diritto a chiedere (ed ottenere) giustizia
II- la Giustizia è un rito che, in uno Stato di diritto, non può che compiersi nelle aule di tribunale
III- su Cesare Battisti la Giustizia italiana ha già fatto il suo corso, decretando una verità giudiziaria "inappellabile" (una condanna a quattro ergastoli per la commissione di quattro omicidi)
IV- e il Governo italiano ha tutto il diritto di richiedere l'estradizione di un suo ricercato (specie se rifugiatosi in uno "stato amico").
Ciò, però, nulla toglie al fatto che non sarebbe un modo "degno" di rendere onore alle vittime di Battisti quello di "lavare il loro sangue" (e, magari, la nostra coscienza...) "sparando a zero" contro intellettuali colpevoli di un presunto "reato d'opinione"!

In secondo luogo, va evidenziato "a caratteri cubitali" come a venire in rilievo in questa vicenda non è affatto il destino di Cesare Battisti in Brasile, bensì il destino della "nostra" libertà di pensiero ed espressione in Italia!
Non cadiamo nella trappola, dunque: teniamo ben distinto il giudizio su Cesare Battisti da quello sul tentativo politico di imbavagliare e, in qualche modo, "punire" qualsiasi forma di esplicito "dissenso"!

"Le vittime della censura non sono soltanto i personaggi imbavagliati per evitare che parlino. Sono anche, e soprattutto, milioni di cittadini che non possono più sentire la loro voce per evitare che sappiano..."
(Marco Travaglio)

L'INSOSTENIBILE "PESANTEZZA" DEL POTERE...

La scelta dell'Amministrazione di Preganziol (seguita a ruota da altre Amministrazioni) di ritirare dagli scaffali della biblioteca "Gomorra" (un best-seller venduto in "2 milioni" di esemplari solo in Italia e tradotto in "43 lingue" nel mondo) è un atto d'inaccettabile e vergognosa arroganza, di "terrorismo culturale"!
Sebbene il sindaco leghista, Sergio Marton, abbia cercato di "smorzare" le polemiche (negando ogni ritorsione contro Saviano e annunciando che il suo libro, se non ritrovato, verrà tempestivamente riacquistato), così come l'assessore regionale Elena Donazzan ha ritirato l'intenzione di inviare una lettera a tutte le scuole venete, la "frittata" -verrebbe da dire- oramai è fatta!
Il fatto stesso che si concepisca una simile provocazione è sintomatico della "bassezza etica e morale" raggiunta da una classe politica che offre segni sempre più evidenti di "squilibrio e intolleranza"!
Alcuni amministratori pubblici hanno dato l'impressione di voler amministrare un bene pubblico -quale la Cultura- come se si trattasse di una "cosa loro", di uno "strumento di propaganda"!
Siamo al "delirio d'onnipotenza", al superamento di ogni "limite di decenza" (oltre che di ogni dettato costituzionale!).
Il clima che si cerca, così, di fomentare è da "caccia alle streghe" (o, per lo meno, ai "Premi Strega", come Tiziano Scarpa!), che rischia di alimentare l'odio politico contro chi manifesta un minimo "spirito critico" nei confronti del pensiero pubblico prevalente.

Nonostante si parli di "boicottaggio civile", l'iniziativa "biblioteche vuote" -come credo giusto ribattezzarla!- non è certo una "spontanea mobilitazione" di cittadini: si tratta, piuttosto, di una direttiva politica imposta dall'alto, dietro il "subdolo ricatto" di ritorsioni contro quegli amministratori e dipendenti pubblici che non sottostaranno ai "diktat"!
Come interpretare diversamente, del resto, le parole dell'assessore Speranzon ("ogni Comune potrà agire come crede, ma dovrà assumersene le responsabilità")???

Forse ha alluso al congelamento di fondi, al mancato patrocinio di iniziative... insomma, a una forma di "mobbing" nei confronti di quei Comuni non "allineati"?!
Ma chi gestisce denari pubblici non dovrebbe mai usare gli stessi come "arma di ricatto" per promettere "regalie" ai servitori più obbedienti e "tagli di fondi" agli amministratori più ribelli!

Colpisce, così, leggere un commento postato in rete da un utente che si firma "Emme": "sono una bibliotecaria, lavoro in provincia di Treviso e ho già ricevuto un suggerimento informale, qualche settimana fa, a togliere Saviano dagli scaffali... Io mi sono rifiutata, ma le mie colleghe no. Non ho parole... ma comincio ad avere paura!".
E' questo "il clima" a cui dobbiamo abituarci???

"La stampa è per eccellenza lo strumento democratico della libertà..."
(Alexis de Tocqueville)

SAVIANO ANCORA "AL CENTRO DEL MIRINO"...
TIPICI AVVERTIMENTI DI "STAMPO BERLUSCONIANO"???

Mentre Saviano incassa anche il "vivo plauso" statunitense (in un dispaccio dell'Ambasciata americana in Spagna, fatto trapelare da Wikileaks, si legge che gli Americani giudicano lo scrittore napoletano una "bussola morale" per gli Italiani...), in Italia si respira sempre più un'"aria di tempesta" intorno all'autore di Gomorra, di cui i "venti di censura" che soffiano forti dal nord-est sono solo l'ultima avvisaglia...

Egli è divenuto il bersaglio principale della campagna "biblioteche vuote" lanciata dal centrodestra veneto.
E, a conferma di come il caso Battisti sia solo uno "sfacciato pretesto", si scopre il particolare per cui Saviano, pur avendo sottoscritto l'"appello incriminato" nel 2004, da oltre un anno ha ritirato la sua firma, dichiarando: "Non so abbastanza di questa vicenda(...) non mi appartiene questa causa".
Suscita perplessità, inoltre, il fatto che la "messa al bando" dello scrittore napoletano abbia fatto seguito alle denunce di collusioni tra la N'drangheta e la Lega lanciate dallo stesso durante la trasmissione televisiva "Vieni via con me".
Che l'epurazione di Gomorra sia il "frutto avvelenato" delle recenti roventi polemiche tra Saviano e Maroni???

L'impressione è che attorno a Saviano si stia orchestrando una "campagna di delegittimazione" volta a screditare un personaggio "scomodo" per la politica (ancor più in tempi in cui la fiducia dei cittadini nella politica "precipita a capofitto", mentre l'indiscussa "statura morale" di tale figura lo rende terribilmente "credibile"!).
Una campagna a cui solo di recente si è aggiunta la Lega, mentre ha visto come protagonista il nostro Primo Ministro, Silvio Berlusconi, da tempo impegnato a "polemizzare" contro Saviano.
Il motivo?
A suo dire, offuscherebbero l'immagine dell'Italia nel mondo e gli straordinari risultati raggiunti dal Governo nella lotta alle mafie (proprio "straordinari", a dir il vero, non si direbbe, almeno stando ai giudizi espressi dagli Stati Uniti e rivelati da Wikileaks: "anche se le associazioni imprenditoriali, i gruppi di cittadini e la Chiesa, almeno in alcune aree, stanno dimostrando promettente impegno nella lotta alla criminalità organizzata, lo stesso non si può dire dei politici italiani, in particolare a livello nazionale”, scrive J. Patrick Truhn, console generale Usa a Napoli).

Ma le dichiarazioni del Cavaliere, mai come in questo saco, sono più eloquenti di ogni altro giudizio:
- 28 novembre 2009: “Dobbiamo finire di parlare di mafia (…). Io se trovo chi ha girato nove serie de la Piovra e scritto libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzo!”;
- 16 aprile 2010: “La mafia italiana risulterebbe essere la sesta al mondo ma è quella più conosciuta anche per i film e le fiction che ne hanno parlato, come le serie della Piovra e, in generale, la letteratura, Gomorra e tutto il resto”.
Certamente ciò che non manca al Presidente è la "coerenza"...
Già in tempi non sospetti (15 ottobre 1994), infatti, Silvio Berlusconi si esprimeva in questi termini: "speriamo di non fare più queste cose sulla mafia come La Piovra, perché questo è stato un disastro che abbiamo combinato insieme in giro per il mondo. Dalla Piovra in giù(...). Ma tutto questo ha dato del nostro Paese un’immagine veramente negativa(...). C’è chi dice che c’è anche la mafia, nella realtà italiana. Ebbene, non so fino a che punto, rispetto alla realtà vera e operosa dell’Italia. E poi, che cos’è la mafia? Un decimillesimo, un milionesimo. Quanti sono gli italiani mafiosi, rispetto a quei 56 milioni di cittadini? E noi vogliamo che un centinaio di persone diano un’immagine negativa in tutto il mondo?".

Con che animo credete possa lavorare quello scrittore o giornalista (possibilmente meno tutelato di Saviano o famoso di Tiziano Scarpa...) che vorrebbe continuare a scrivere con "onestà e dignità" in un Paese in cui un Presidente del Consiglio, riferendosi agli stessi, ammette che avrebbe tanta voglia di "strozzarne uno" (per educarne cento???)?!

Sia chiaro: nessuno può ritenersi “intoccabile”, esente da critiche e giudizi...
Ma quale sarebbe la "colpa" di Saviano, tale da giustificare un simile "accanimento"?
Quella di fare "cattiva pubblicità" all'immagine dell'Italia nel mondo???
Oppure quella di raccontare ad un pubblico più vasto dei soli addetti ai lavori i sistemi con cui le mafie tengono "sotto commissariamento" il Mezzogiorno d'Italia e scendono di frequente a compromessi con la politica al Nord?!
O forse quella di contribuire a far crollare quel “castello di carta” costruito negli anni dalla politica, smontando la perfetta narrazione di un “Paese dei balocchi” in cui le mafie o "non esistono" oppure "sono all’angolo” (ridotte a fenomeni di mera “criminalità disorganizzata” dalla cattura di numerosi boss e camorristi)?!

Emilio Fede non ha provato "vergogna" nel dichiarare in diretta che -a suo dire- "di Saviano l’Italia non ha bisogno”.
A mio avviso, invece, di Saviano "uno non basta”!
Saviano non è un “eroe” -almeno per chi, come me, non è avvezzo alla retorica...- bensì una persona coraggiosa, intellettualmente onesta e capace di assumersi le proprie responsabilità.
Il che, se in un Paese “normale” dovrebbe essere una virtù comune, in un Paese come il nostro diviene un merito sufficiente per accedere all’“Olimpo degli dei”!

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure(...)"
(Costituzione Italiana, art. 21)

CENSURA "AD PERSONAM"???

L'aspetto più grave del boicotaggio "sui generis" adottato in Veneto è che non si tratta di una censura "ad actum" (di un testo in particolare, per contenuti magari giudicati contrari al "buon costume"...) bensì -per così dire- "ad personam" (di una lista d'intellettuali, così finendo col censurare delle opere letterarie in base alle presunte credenziali morali e politiche dei loro autori!).

Ma se la politica pretende di definire il giusto e l'errore, il vero e il falso, il bene e il male, perché non ritirare dalle biblioteche anche le opere di quegli autori che hanno solidarizzato con Bettino Craxi -in alcuni casi "martirizzandolo"!- benché egli sia stato un Premier-latitante che, sfuggendo alle proprie responsabilità (giudiziarie e politiche), ha gettato discredito sul nostro Paese?
Perché consentire a Marcello Dell'Utri di partecipare a manifestazioni per la presentazione del suo ultimo libro, "I diari di Mussolini"?
Perché non chiedere la rimozione di opere come l’autobiografia di Erik Priebke o, ancor peggio, il "Mein Kampf" di Adolf Hitler, principale simbolo della propaganda nazista?
Perché, inoltre, non mettere al bando anche quegli autori che sostengono che l’11 settembre sia stato un complotto orchestrato ad arte dall'Amministrazione Bush?
E perché non censurare i testi di quegli autori atei, come Piergiorgio Odifreddi, che osano porre dubbi sull’esistenza storica di Gesù Cristo?!

Semplice: perché, se si coglie a pieno l'"inno alla libertà" di Voltaire, si comprende come la cultura o è libertà (libero accesso alla conoscenza e all'informazione) o "non è" cultura, bensì qualcos'altro (ad esempio, "propaganda"!).
Se prevalesse, al contrario, la "logica censoria", il rischio è di veder ampliare "a dismisura" l'elenco degli autori "messi all'indice"!
Esagerazione? "Catastrofismo"???
Cosa dire, allora, dell'appello lanciato da un deputato leghista, Paolo Grimoldi, al ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, affinché impedisca la lettura de "Il Diario di Anna Frank" nelle scuole elementari (essendovi contenuto -a suo avviso- un passo nel quale la ragazzina ebrea uccisa nei lager nazisti descriverebbe in maniera così minuziosa e approfondita le proprie parti intime da suscitare "turbamento" nei bambini)?!

Nulla è più pericoloso di un’idea quando è l’unica che abbiamo...”
(August Alain)

LA LIBERTA' DI PENSIERO O E' "TOTALE" O "NON E'"!

In un Repubblica democratica, in cui la libertà di pensiero e di espressione assurge a "diritto costituzionale" (art. 21), possono avere cittadinanza iniziative censorie dal tratto "illiberale", espressioni -da destra- della peggiore mentalità "stalinista"???
"Democrazia" non vuol mai dire "dittatura della maggioranza"!
Esprimere un'opinione è sempre un "diritto", mai un "privilegio" concesso a chi si conforma al giudizio più comune!
Un Paese può dirsi pienamente libero solo quando si dimostra capace di accettare tutte le idee, anche le più "scomode" o isolate: questo è il prezzo che "si deve" pagare per distinguersi da paesi come la Cina, la Russia o la Libia!

Poiché "le parole sono importanti" -citando Nanni Moretti- perché, poi, non chiamare la "censura" con il suo vero nome???
Dietro l’etichetta “boicottaggio civile” si nasconde un atto di "violenza culturale", un'azione "ritorsiva" nei confronti del mondo della cultura e "restrittiva" della libertà dei lettori, un'epurazione contraria non solo al "buon senso" ma anche -aggiungerei- al "buon gusto"!
Se oggi si "criminalizzano" decine di intellettuali firmatari di un appello, chi garantisce che domani la schiera degli "sgraditi", degli “anti-italiani", dei "nemici del Popolo”, non si allarghi a ricomprendere tutti coloro che esprimano un'opinione politicamente "scorretta" o, comunque, "minoritaria"???
Se oggi si percorresse la strada -molto "scivolosa"!- della messa all'indice degli autori, perché mai domani non si potrebbe invocare la stessa soluzione per mettere al bando, ad esempio, coloro che fanno professione di anti-americanismo o parteggiano per i Talebani o denunciano la sistematica violazione dei diritti umani in uno "Stato amico" quale la Libia?!

La "libertà di pensiero" -forse la sola tra le varie espressioni di libertà- o è "totale" (illimitata) oppure "non è" vera libertà!
In un paese libero ogni cittadino, così, ha il diritto di esprimere "qualsiasi opinione":
a- purché non faccia "mai" ricorso alla violenza
b- purché non violi la legge (non commetta un reato)
c- e persino nel caso in cui esprimere un'opinione configuri un reato allorquando la legge (pur sempre espressione di una maggioranza parlamentare...) sia contraria alla Costituzione, unica "Legge Suprema" alla quale sentirsi sottomessi!

Perché denunciare l'"epurazione veneta", allora?
Non tanto per salvaguardare gli interessi degli autori messi oggi all'indice, quanto per difendere le "nostre" libertà, i "nostri" diritti!

Gli uomini di cultura devono seminare dubbi, non raccogliere certezze...”
(Umberto Bobbio)

CULTURA: "MALA TEMPORA CURRUNT..."

Compito della cultura non è essere rassicurante, conformista, moralizzatrice... bensì sfidare i luoghi comuni, non porre limiti alle possibilità del pensiero, stimolare l'uomo ad "andar oltre" la banalità della routine quotidiana...
Se la cultura dovesse sottostare al giudizio di altri poteri (politici o economici), perderebbe del tutto la sua funzione essenziale.
A chi fa paura la cultura, dunque?
Certamente a chi ha interesse a coltivare un popolo di "ignoranti", a spegnere sul nascere ogni forma di "coscienza critica"!

I libri, in particolare, sono un "patrimonio di tutti", una ricchezza comune: vanno conservati e rispettati per il loro valore "intrinseco" (indipendentemente dalle idee politiche dei loro autori!).
Nessuno scrittore merita di finire "schedato" in delle liste, avendo ognuno di una propria "dignità" ed essendo ogni libro un'"opera dell'ingegno" su cui esprimere un giudizio è compito "soggettivo e insidacabile" dei lettori!
Per questo vietare la cultura (i libri) nei luoghi per eccellenza adibiti alla cultura (le biblioteche) equivale a un atto di grezzo "fascismo", di "terrorismo culturale"!

La "libertà" è un valore umano fondamentale: basti pensare come, inneggiando questo principio, si stanno sconvolgendo gli equilibri socio-politici in Tunisia, Albania ed Egitto proprio in queste ore!
Una piena libertà, però, può essere garantita solo se i cittadini sono "ben informati" dei loro diritti, il che dipende fondamentalmente dal livello di istruzione offerta e dalla possibilità di accesso "libero e incondizionato" alla conoscenza, alla cultura e all’informazione.
In quest'ottica la biblioteca pubblica (ma tale concetto può estendersi anche a quella straordinaria "biblioteca virtuale" rappresentata dal web!) può essere uno strumento "essenziale per la democrazia", ma solo se si dimostra in grado di garantire:
a- la massima "pluralità di opinioni"
b- e un accesso "libero e illimitato", senza filtri o pregiudiziali ideologiche, "a ogni genere di conoscenza e informazione" (come recita il Manifesto Ifla/Unesco sulle biblioteche pubbliche, del 1994).

E poiché tra i compiti della biblioteca pubblica (indicati sempre nel Manifesto su richiamato) vi è quello di "incoraggiare il dialogo interculturale e proteggere la diversità culturale", questa "non deve essere soggetta ad alcun tipo di censura ideologica, politica o religiosa"!


"Quel che una volta è stato stampato, per tempi eterni appartiene a tutto il mondo. Nessuno ha il diritto di cancellarlo. Ma se lo fà, sta offendendo il mondo infinite volte di più quanto l'avrebbe potuto offendere l'autore del libro rimosso, qualunque ne sia il carattere".
(versi di un bibliotecario della Bassa Sassonia: Gotthold Ephraim Lessing, 1773)

" LIBERI DI LEGGERE, LIBERI DI SCEGLIERE! "

Perché mai tanta "diffidenza" nei confronti della "capacità critica" dei lettori?
Nessun amministratore di turno può arrogarsi il diritto di scegliere discrezionalmente (in base a criteri certamente non artistico-letterari, bensì politico-ideologici) cosa sia "degno" di esser letto dai lettori!

E perché la politica, piuttosto che occuparsi di redigere "liste nere", non si interroga sul fatto che il numero di lettori in Italia scende di anno in anno (come testimoniato dagli ultimi dati del Censis e dell'Istat)???
E perché gli amministratori, piuttosto che "svuotare" ancor di più le nostre già scarne biblioteche, non si impegnano a riempirle, considerando che in Italia, ogni 100 abitanti, ci sono solo 70 libri nelle biblioteche pubbliche (contro i "246" libri negli Stati Uniti, 237 in Francia, 231 in Giappone, 188 nel Regno Unito, 127 in Germania, 93 in Spagna e 88 in Grecia, come rivela una tabella della European House-Ambrosetti formulata sulla base dei dati dell’International Library Statistics)?!

"Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste..."
(Martin Luther King)

"COGITO"... ERGO PROTESTO!
(E ADESSO "CENSURATECI TUTTI"!)


Ha dell'inverosimile la sostanziale "indifferenza" con cui tale notizia è stata accolta dai mass-media: l'informazione italiana, distratta da ben altro (per primo, da scandali a fondo sessuale!), oltre ad un servizio sul Tg3 e qualche trafiletto su La Repubblica, Il Fatto Quotidiano o La Stampa, ha riservato ben poco spazio a tale vicenda!

Episodi simili dimostrano come esista una classe politica che mira a far precipitare il Paese sempre più "a fondo" (per libertà d'espressione, per livelli d'istruzione, per credibilità internazionale, per lo spazio di scelta riservato ai cittadini -basti pensare al "Porcellum" elettorale!-).
Ma se la politica sta "svendendo" al suo destino il mondo della cultura, della scuola, dell'università, della ricerca -e, come se non bastasse, si permette pure stilare nuovi "Indici d'autori proibiti"!-, ciò vuol anche dire che vi è una società civile che permette tutto questo e legittima -anche solo col proprio silenzio- simili comportamenti!

In Veneto gruppi di cittadini, saputa la notizia, hanno protestato spontaneamente nel modo più "costruttivo" possibile: donando "di tasca loro" i libri di Saviano ed altri autori alle biblioteche civiche in cui erano spariti!
L'associazione "Donne di carta", inoltre, è impegnata in prima linea nel "sensibilizzare" i cittadini, facendosi promotrice:
1- di una "Marcia per i libri", che riunirà in Veneto persone provenienti da tutta Italia per protestare contro l'idea di "mettere al bando" i volumi di alcuni scrittori
2- di una "Carta dei Diritti della Lettura", per affermare, in Italia ed in Europa, che "la lettura è un diritto della persona, senza alcuna discriminazione"
3- e di una petizione pubblica a supporto delle proprie iniziative di protesta.
Tra gli scrittori, invece, ad alzare la voce per prima è stata Michela Murgia, solidale con gli autori "boicottati" (benché non facente parte del nucleo dei 40 "schedati"!).

Da segnalare, infine, l'indignazione dell'"Associazione Italiana Biblioteche", dichiaratasi "ferma oppositrice" dell'iniziativa promossa dall'ass. Speranzon nel veneziano.

E il resto?
Dov'è finita la società civile di questo Paese?
Vogliamo svegliarci, vogliamo impegnarci, vogliamo riemergere, oppure preferiamo lasciarci trascinare "passivamente" al fondo???
Vogliamo alzare la testa, scrollarci le braccia, oppure -citando il "Manifesto dell'antimodernità" di Massimo Fini- scegliamo di lasciarci condurre al macello "docili come buoi, belanti come pecore, ciechi come struzzi che han ficcato la testa nella sabbia"?!

"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare..."
(Bertolt Brecht)


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ULTIME NEWS!

 ANCHE IL DIFENSORE CIVICO REGIONALE DEL VENETO A SUPPORTO DELLA NOSTRA CAUSA!

Vi rendo nota un'importante novità appena pervenutami in merito alle note vicende della biblioteca pubblica di Preganziol.
Si invia di seguito, infatti, copia della nota (prot. 249 del 3/3/2011) inviata, su mia sollecitazione, al Comune di Preganziol dal Difensore Civico Regionale del Veneto!
Adesso potranno pure scegliere di "non ascoltarci"... 
...ma non potranno certo dire di "non averci sentito"!

ISTANZA:

Prot. 249
Venezia-Mestre, 3 marzo 2001

(referente dell'istruttoria: il Dirigente avv. Giovanni Dalla Pria)

all. 1

All'Amministrazione Comunale
di Preganziol
Piazza G. Gabbin, 1
31022 PREGANZTOL (TV)

e, p.c. Egregio Signor
Serra Gaspare


OGGETTO: Istanza n. 63/2010. Liste di proscrizione di autori vari.

Con riferimento all'esposto segnato a margine, nel richiedere i cortesi ed opportuni parametri di valutazione del caso, si osserva che:
1- risponde a parametri di "discrezionalità amministrativa" l'individuazione dei libri di testo componenti una biblioteca pubblica
2- ma, per altro verso, l'art. 21 Cost., di natura programmatica ma immediatamente precettiva, risponde "in modo inequivoco" alle esigenze di tutela e protezione rappresentati dall'esponente con riferimento alla "libertà di espressione".

Tanto si rappresenta per quanto di competenza.
Con osservanza


IL DIFENSORE CIVICO
dr. Roberto Pellegrini


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9 commenti:

  1. Se il resto del giornalismo ha malinformato valga la tua opera accanto alle altre voci che si sono levate non solo per protestare ma per invitare alla non distrazione, malattia contagiosa che fa del qualunquismo il passo verso il conformismo di pensiero e di desideri.
    Grazie di aver dato visibilità anche alla nostra iniziativa che ha trovato nella Biblioteca civica di Mestre e nel comune di Portogruaro alleati consapevoli della loro funzione.
    I libri appartengono ai lettori. I brutti libri e i libri che servono. Sta alle persone saper scegliere. Su questa "sapienza" non si farà mai abbastanza, per questo la Carta dei Diritti della Lettura non è un Manifesto di protesta ma uno strumento concreto per ridare valore a un'attività che coinvolge tutta la persona: sensi, pensiero, emozioni e che aiuta a incontrare ciò che è diverso (pensiero, emozioni, culture. Io mi siedo e ti ascolto, ecco cos'è veramente leggere: una pietra nella costruzione delle relazioni.
    Sì, grazie per l'excursus che crea i contesti per comprendere i fatti e aiuta a distinguere questi dalle opinioni.
    Grazie.

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  2. Mi chiedo quanti italiani ricordino la notizia o siano ancor peggio interessati, negli ultimi tempi totalmente instupiditi dalla televisione. E ancora mi chiedo quanti italiani leggano libri o giornali che anche il nostro presidente del consiglio sconsiglia vivamente di leggere....consiglio che in molti seguono. Bisogna tener conto che cultura, informazione, spirito critico con certi governi non sono mai andati d'accordo. Io sono veneta, vivo in Piemonte e mi vergogno molto della profonda ignoranza dei leghisti. Saluti, Fiorella.

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  3. non ci posso credere...ma qui ci stanno togliendo tutto, anche il cervello. Voglio fare qualcosa di serio per esprimere il mio dissenso...

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  4. Buongiorno a tutti, io la penso così: http://ilsecolo21.it/2011/01/18/cesare-battisti-speranzon-e-la-liberta-despressione/

    Fabrizio Dentini
    Il Secolo 21

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  5. Suggerisco la lettura dell'articolo pubblicato da Fabrizio Dentini su "Il Secolo 21":
    http://ilsecolo21.it/2011/01/18/cesare-battisti-speranzon-e-la-liberta-despressione

    RispondiElimina
  6. flora campanaro2 febbraio 2011 19:19

    Ciao Gaspare! Ti ringrazio per avermi messo a parte di quest'ulteriore immonda notizia....essere indignati è dir poco.....questi stanno "cavalcando" questo momento storico in maniera pesante e shoccante....data la demenza di certe proposte, delibere e leggine fatte su misura per impoverire il paese culturalmente ......come dire, mi sento sempre più esterrefatta....e mi vien da pensare che al peggio non c'è limite!

    RispondiElimina
  7. Caro Gaspare posso solo dire che mi onora essere annoverato nel gruppo di persone afficionados.
    Si tira aria pesante, da un poco di tempo a questa parte, ed io mi sono adoperato di cercare vie d'uscita. Successo, ho trovato Il Progetto Venus e Zeitgeistitalia.
    Due siti che si dichiarano apolitici, e che non parlano di destra e di sinistra, o meglio di fascismo e di comunismo, al che mi sono detto che finalmente qualcuno ha capito che non è più il caso di parlarne dopo tanti anni?
    Guardateli e fai la tua analisi:

    www.thevenusproject.com

    www.zeitgeistitalia.org

    Ora respiro di nuovo aria pura.

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  8. QUALCHE PICCOLO APPUNTO...


    PRIMO:

    Alcuni hanno messo "in dubbio" la veridicità dei fatti su denunciati...
    Agli stessi mi permetto soltanto di notare che la notizia, oltre che da numerose testate locali online, è stata riportata da più fonti, tra cui:
    - il tg3: http://www.youtube.com/watch?v=tLhoswWX28w&feature=player_embedded
    - l'Associazione italiana biblioteche: http://www.aib.it/aib/cen/stampa/c1101.htm
    - l'Associazione veneta "Donne di Carta": http://www.donnedicarta.org/index.php?option=com_content&view=article&id=14:noi-siamo-solidali&catid=2:notizie
    - e la scrittrice Michela Murgia: http://www.youtube.com/watch?v=ZHa9t882_yg&feature=player_embedded#

    Il tutto, dunque, può ridimensionarsi ad una colossale "montatura"???

    Anche se fosse -?-, "indipendentemente" dalla veridicità dei fatti, resta un dato "non smentibile": l'enorme gravità delle dichiarazioni pubbliche (non di smentita dei fatti, bensì di sostegno!) fatte da personalità come:
    - l’assessore alla Cultura della provincia di Venezia (oltre che consigliere comunale nella stessa Città), Raffaele Speranzon
    - l’assessore regionale alla Cultura, Marino Zorzato
    - l'assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan
    - il segretario leghista nella Provincia di Treviso, Gianantonio Da Re
    - e il segretario generale del sindacato di polizia Coisp, Franco Maccari...
    Dichiarazioni da me pubblicate alla pagina: http://gaspareserra.blogspot.com/2011/01/ultimi-censori-caccia-dautore.html

    Quanto "basta ed avanza", credo, per dedicare un minimo di attenzione a questa vicenda!
    O no???


    SECONDO:

    Alcuni hanno manifestato il proprio disprezzo per Battisti, malessere per l'appello a suo sostegno del 2004 e "scarso apprezzamento" per scrittori come Saviano...
    Sia chiaro, tutto legittimo!
    La questione da me denunciata, però, "non attiene affatto" al giudizio sul caso Battisti o sull'appello del 2004, né tantomeno al "merito letterario" di scrittori come Saviano o Tiziano Scarpa (Premio Strega 2009)!
    Questo è un articolo di "denuncia civile", non di analisi letteraria!
    Oggetto di analisi è soltanto il "tentativo di censura" attuato in Veneto, meritevole -a mio avviso- di essere "stigmatizzato".
    La vera questione, dunque, è la difesa del pluralismo letterario di ogni biblitoeca civica e della propria libertà di lettura!
    Punto.

    RispondiElimina
  9. TERZO:

    Alcuni mostrano una certa difficoltà nel sostenere le ragioni di Saviano o Tiziano Scarpa (in quanto tacciati di essere "intellettuali di sinistra"), oppure accusano il sottoscritto di "faziosità" (in quanto non ho timori a definirmi "apolide di sinistra")...
    In realtà io credo che si dovrebbe "stigmatizzare" qualsiasi tentativo di censura "indipendentemente" dalle idee politiche dei censurati o di chi denuncia tali tentativi!
    La censura, infatti, è da condannare sia che venga da destra che da sinistra (sia che colpisca Saviano che Pansa o Barbareschi, sia che si tratti di difendere Tiziano Scarpa che "lo scrittore" Dell'Utri!).
    Se ciò non è avvenuto in passato, poi, né la responsabilità di ciò è del sottoscritto né il sottoscritto ha mai sostenuto altre forme di censura!
    A mio avvisso -per esser chiari...- è un' "oscenità" finanche prevedere il reato di apologia del fascismo, essendo contrario ad ogni tipo di "reato d'opinione"!
    Punto.

    Inoltre, perché mai, da "uomo di sinistra", non avrei titoli per avanzare tali critiche (o tali critiche non sarebbero credibili)?
    Per quel che mi riguarda, potrei essere democristiano o post-fascista ma difendere ugualente il mio diritto -da lettore- a fruire di biblioteche che diano un'offerta letteraria la più ampia e pluralista possibile!
    Ognuno è libero di scrivere e leggere ciò che crede, e chi contesta questo principio (da destra come da sinistra) non è certo né democratico né liberale!


    QUARTO:

    Alcuni hanno interpretato il titolo del mio articolo come espressione di un mio presunto sentimento di "ostilità" nei confronti del nord-est...
    Vorrei rassicurare costoro: il sottoscritto non appartiene a quella folta schiera di idioti che ricorrono a facili "generalizzazioni"!
    Del resto, da sicialiano e meridionale quale sono, io stesso sono "ben più frequentemente" dei veneti vittima di pregiudizi e generalizzazioni...

    Io non ho voluto minimamente offendere i cittadini veneti, dunque, limitandomi piuttosto a stigmatizzare "alcuni" atti ed "alcune" pubbliche dichiarazioni di "alcuni" amministratori veneti (indicati con nome e cognome, ed ai quali ho personalmente scritto... attendendo ancora risposta!).
    Non ho nulla contro il Veneto, ma non per questo non sono libero di "censurare" -questo si!- quegli atti di amministrazioni (come quelle dei comuni di Adro, Preganziol o Fossalta di Piave...) le cui condotte giudico -per diversi aspetti- meramente "inqualificabili"!
    I titoli, dunque, sono solo titoli (cercano solo di esserre "accattivanti" e di riassumere dei temi trattati): quel che contano, invece, sono le analisi sviluppate sotto i titoli!


    QUINTO:

    Alcuni, infine, hanno giudicato un pò troppo "allarmista" la denuncia...
    Il riferimento ai "roghi" e all'"Indice dei libri proibiti", però, è ovviamente solo un richiamo storico ed un riferimento metaforico!

    Non temo certo la riproposizione di questi fenomeni medievali...
    Temo, invece, il "messaggio eversivo" insito nella proposta lanciata da Roberto Bovo e Paride Costa e accolta favorevolmente da assessori come Speranzon e Donazzan!


    Cordialmente,
    Gaspare Serra

    RispondiElimina